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Data: 18 ago 2025
Vetrate VEPA: la soluzione ideale per trasformare balconi, terrazzi e portici
Se stai valutando di chiudere un balcone, un terrazzo o un portico con una vetrata, probabilmente hai già sentito parlare di VEPA. Questa guida completa risponde a tutte le domande più frequenti: cosa sono le vetrate VEPA, cosa dice la normativa aggiornata, dove si possono installare, quando serve il permesso, qual è la differenza con una veranda e quanto costano.
Cos'è una VEPA
VEPA è l'acronimo di Vetrata Panoramica Amovibile. Si tratta di un sistema di chiusura trasparente, scorrevole o impacchettabile, progettato per proteggere spazi esterni come balconi, terrazzi e portici dagli agenti atmosferici, senza creare volumi chiusi stabili né modificare la destinazione d'uso dell'immobile.
In Italia le VEPA sono anche conosciute come vetrate panoramiche amovibili, vetrate scorrevoli senza permessi o vetrate impacchettabili.
Dal punto di vista costruttivo, una VEPA è composta da pannelli di vetro temperato che scorrono su binari in alluminio fissati a soffitto e a pavimento. A differenza dei comuni serramenti, non presenta profili verticali: i pannelli sono privi di telaio laterale, il che garantisce una continuità visiva pressoché totale, spesso descritta come "visuale a 360 gradi" senza interruzioni.
Caratteristiche tecniche principali di una VEPA:
- Vetro temperato, completamente trasparente
- Priva di profili verticali (niente telaio sui lati dei pannelli)
- Pannelli scorrevoli su binari a soffitto e pavimento
- Completamente amovibile e retraibile
- Guarnizioni trasparenti in gomma per tenuta all'acqua e al vento
Non tutte le vetrate panoramiche sono VEPA. La distinzione chiave è l'amovibilità: una VEPA deve poter essere completamente aperta o smontata senza lasciare tracce strutturali permanenti. I pannelli si richiudono su se stessi formando un "pacchetto" in un angolo dello spazio, consentendo di ripristinare in qualsiasi momento la configurazione originale dello spazio a cielo aperto. Questo requisito è fondamentale per rientrare nella categoria dell'edilizia libera.
Dal 2025 infatti esiste anche la norma tecnica UNI 11998:2025, che rappresenta il riferimento tecnico ufficiale per la certificazione dei sistemi vetrati amovibili.

Cosa dice la normativa
La normativa sulle VEPA ha subito due aggiornamenti fondamentali negli ultimi anni, che ne hanno progressivamente ampliato il campo di applicazione.
Edilizia libera: la normativa di riferimento
Con la Legge 142/2022 (conversione del Decreto Aiuti Bis, D.L. 115/2022 o art. 33-quater" del D.L. 115/2022), in vigore dal 22 settembre 2022, le VEPA sono state introdotte nella categoria dell'edilizia libera tramite l'aggiunta della lettera b-bis) all'art. 6, comma 1, del Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001). Questo significa che l'installazione può avvenire senza alcun titolo abilitativo (niente permesso di costruire, niente SCIA, niente CILA), a condizione che vengano rispettati precisi requisiti tecnici.
Il Decreto Salva Casa (D.L. 69/2024, convertito in Legge 105/2024) ha poi ampliato ulteriormente la norma, estendendo la possibilità di installare VEPA in edilizia libera anche ai porticati rientranti all'interno dell'edificio, precedentemente esclusi.
Requisiti tecnici per rientrare in edilizia libera
Perché una vetrata sia considerata VEPA a tutti gli effetti e rientri nell'edilizia libera, deve rispettare simultaneamente tutti i seguenti requisiti:
- Amovibilità totale: i pannelli devono essere completamente rimovibili, senza ancoraggi permanenti né saldature strutturali.
- Trasparenza totale: il vetro deve essere trasparente, senza colorazioni o trattamenti che riducano significativamente la visibilità.
- Nessuno spazio stabilmente chiuso: l'installazione non deve configurare un volume chiuso fisso, né generare nuova volumetria né modificare la destinazione d'uso dell'immobile.
- Microaerazione naturale: le strutture devono favorire la circolazione di un flusso costante di aria, garantendo la salubrità degli ambienti interni.
- Minimo impatto visivo: le vetrate devono avere caratteristiche tecnico-costruttive e un profilo estetico tali da ridurre al minimo l'impatto visivo e l'ingombro apparente, senza modificare le linee architettoniche preesistenti.
- Funzione temporanea e protettiva: devono assolvere funzioni di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche e riduzione delle dispersioni termiche.
Limiti e avvertenze normative
Anche quando le VEPA rientrano formalmente in edilizia libera, rimangono in vigore alcune limitazioni importanti:
- Zone vincolate paesaggisticamente: nelle aree soggette a vincolo paesaggistico o archeologico, anche le opere di edilizia libera richiedono un'autorizzazione paesaggistica. Verificare sempre prima di procedere.
- Strumenti urbanistici locali: l'art. 6 del TUE impone il rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali. Alcuni Comuni possono avere norme locali più restrittive.
- Porticati esclusi: non è consentita l'installazione di VEPA in edilizia libera nei porticati gravati da diritti di uso pubblico o collocati nei fronti esterni dell'edificio prospicienti aree pubbliche.
Dove si possono installare le vetrate VEPA
Grazie agli aggiornamenti normativi del 2022 e del 2024, le VEPA possono essere installate in diversi contesti.
Balconi
Le VEPA sono ideali per chiudere i balconi, trasformandoli in spazi fruibili in tutte le stagioni senza alterarne la volumetria catastale. Il balcone rimane tecnicamente uno spazio esterno accessorio.
Terrazzi
Anche i terrazzi possono essere dotati di VEPA su uno o più lati perimetrali. È particolarmente importante garantire la microaerazione naturale e assicurarsi che la chiusura non configuri un volume edilizio stabile. Le soluzioni più diffuse sono le vetrate impacchettabili che si aprono su angoli specifici del terrazzo.
Portici
Il Decreto Salva Casa 2024 ha esteso l'edilizia libera VEPA anche ai porticati rientranti all'interno del corpo edilizio. Attenzione: questa possibilità è esclusa per i portici gravati da diritti di uso pubblico o affacciati su fronti pubblici. Per i portici privati non soggetti a questi vincoli, l'installazione di VEPA è invece pienamente consentita in edilizia libera.
Logge
Anche nelle logge che a differenza di un balcone, sono solitamente rialzate, e integrata nella struttura dell'edificio, possono essere installate le vetrate panoramiche amovibili.
Quando serve il permesso per le VEPA
In linea generale, le VEPA non richiedono permessi quando rispettano tutti i requisiti tecnici descritti. Si fa riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. II, n. 2975 del 7 aprile 2025, che conferma la distinzione netta tra VEPA regolare e veranda abusiva: solo le strutture che rispettano tutti i requisiti tecnici (amovibilità, trasparenza, microaerazione) sono tutelate come edilizia libera. Tuttavia, ci sono situazioni in cui può rendersi necessario un titolo abilitativo o almeno una verifica preventiva:
- Zona paesaggistica vincolata: nelle aree sottoposte a tutela paesaggistica (es. aree costiere, zone montane, centri storici), anche le opere di edilizia libera richiedono l'autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Soprintendenza o dal Comune. Prima di procedere è indispensabile verificare se l'immobile ricade in tali aree.
- Regolamenti edilizi comunali più restrittivi: alcuni Comuni dispongono di norme locali che limitano o vietano interventi sui prospetti degli edifici, anche se rientranti nell'edilizia libera a livello nazionale.
- Vetrata che crea spazio stabilmente chiuso: se la struttura installata non rispetta i requisiti di amovibilità e di assenza di chiusura stabile, il Comune può riqualificarla come veranda abusiva, con conseguente obbligo di demolizione.
- Porticati su fronti pubblici: l'installazione di VEPA su portici affacciati ad aree pubbliche o gravati da uso pubblico non rientra in edilizia libera e richiede uno specifico titolo abilitativo.
In ogni caso, prima di procedere con l'installazione, è sempre consigliabile richiedere una verifica a un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere).
Differenza tra VEPA e veranda
La distinzione tra VEPA e veranda è uno dei temi più discussi — e più fraintesi — in materia edilizia. Confondere le due tipologie può avere conseguenze serie: la veranda, a differenza della VEPA, costituisce un nuovo volume edilizio e richiede il permesso di costruire.
Il TAR Emilia-Romagna, nella sentenza n. 373 del 10 dicembre 2024 e anche il Consiglio di Stato sez. II n. 2975/2025 (aprile 2025), hanno ribadito che le VEPA si caratterizzano per l'amovibilità, la trasparenza totale e l'assenza di chiusura stabile dello spazio. Se invece la struttura è fissa, coibentata, collegata agli impianti o genera uno spazio abitabile in modo permanente, non può essere qualificata come VEPA ma come veranda — con tutte le conseguenze edilizie e fiscali del caso.
Quanto costano le vetrate VEPA
Alcuni produttori indicano online range di prezzo orientativi al metro quadrato, ma questi numeri possono essere fuorvianti: il costo reale di una VEPA dipende da così tanti fattori specifici — dimensioni, tipologia di apertura, qualità del vetro, complessità dell'installazione — che un preventivo personalizzato è l'unico modo per avere un dato affidabile. Richiedi un preventivo gratuito per conoscere il costo esatto per il tuo spazio.
Voci di costo da considerare:
- Telaio in alluminio
- Vetro in base alla tipologia (temperato, stratificato, a bassa emissività)
- Binari e sistemi di scorrimento/impacchettamento
- Manodopera e installazione
- Progettazione e sopralluogo
Detrazione fiscale del 50%
L'installazione delle VEPA può beneficiare del Bonus Ristrutturazioni (detrazione IRPEF del 50% in 10 anni), in quanto rientra tra gli interventi di riqualificazione edilizia. Laddove l'installazione apporti un miglioramento certificabile dell'efficienza energetica, può essere applicabile anche l'Ecobonus (fino al 65%). Prima di procedere, è consigliabile verificare la normativa fiscale in vigore con un commercialista o un tecnico abilitato.
Vantaggi delle vetrate VEPA
- Utilizzo tutto l'anno: trasformano balconi, terrazzi e portici in ambienti fruibili in ogni stagione, proteggendo da pioggia, vento, polvere e smog senza rinunciare alla luce naturale.
- Visuale continua e luminosità: l'assenza di profili verticali garantisce una visuale panoramica ininterrotta. La trasparenza totale preserva la luminosità naturale degli ambienti adiacenti.
- Comfort termico e risparmio energetico: la vetrata crea una camera d'aria tra esterno e interno che riduce le dispersioni termiche, con un risparmio energetico stimato fino al 27,6% nella stagione invernale.
- Comfort acustico: l'installazione di una VEPA riduce l'inquinamento acustico proveniente dall'esterno mediamente del 25-30%, migliorando la qualità della vita in casa.
- Flessibilità d'uso: i pannelli si aprono completamente, riportando lo spazio alla sua configurazione originale in pochi secondi. La stessa area può essere usata come zona pranzo, ufficio, relax o area giochi.
- Aumento del valore dell'immobile: la presenza di una VEPA migliora l'estetica dell'edificio e la percezione del valore commerciale dell'immobile.

FAQ sulle vetrate VEPA
Cosa significa VEPA?
VEPA è l'acronimo di Vetrata Panoramica Amovibile. Il termine identifica un sistema di chiusura trasparente, scorrevole e completamente rimovibile, progettato per proteggere spazi aperti come balconi, logge, terrazzi e portici senza creare volumi edilizi stabili. La definizione è stata formalizzata a livello normativo con la Legge 142/2022.
VEPA o VePa: come si scrive?
Sono entrambe versione corrette ed utilizzate per riferirsi alle vetrate panoramiche amovibili.
Le VEPA sono davvero edilizia libera?
Sì, ma con alcune condizioni. Le VEPA rientrano nell'edilizia libera ai sensi dell'art. 6, comma 1, lettera b-bis) del Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001), introdotto dalla Legge 142/2022 e ampliato dal Decreto Salva Casa 2024. Ciò significa che non è necessario alcun titolo abilitativo (permesso, SCIA o CILA) per installarle, a patto che rispettino tutti i requisiti tecnici previsti dalla legge: amovibilità totale, trasparenza, microaerazione naturale, assenza di chiusura stabile e minimo impatto visivo. Se anche solo uno di questi requisiti non è rispettato, la struttura potrebbe essere riqualificata come veranda abusiva.
Serve la CILA per le VEPA?
No. Per le VEPA che rispettano tutti i requisiti di legge non è necessaria nemmeno la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Le VEPA rientrano in edilizia libera "pura", senza alcun obbligo di comunicazione preventiva al Comune. È tuttavia consigliabile conservare la documentazione tecnica dell'installazione (schede prodotto, caratteristiche dei materiali, fatture) a dimostrazione della conformità ai requisiti di legge.
Le VEPA aumentano la superficie abitabile?
No. Una delle caratteristiche fondamentali delle VEPA è che non modificano la destinazione d'uso degli spazi: il balcone o il terrazzo rimane una superficie accessoria esterna, non viene trasformato in superficie abitabile. Questo è uno dei requisiti essenziali per rientrare in edilizia libera: la struttura non deve generare "nuova volumetria" né comportare il mutamento della destinazione d'uso dell'immobile. Se invece la vetrata dovesse creare uno spazio abitabile stabile (riscaldato, coibentato, connesso agli impianti), si configurerebbe come veranda e richiederebbe il permesso di costruire.
Posso installare VEPA in condominio?
In linea di principio sì: trattandosi di edilizia libera, l'installazione di VEPA non richiede formalmente l'autorizzazione dell'assemblea condominiale. Tuttavia, è importante verificare due aspetti:
- Regolamento condominiale: alcuni regolamenti contengono clausole specifiche sul decoro architettonico della facciata. Se il regolamento lo prevede, potrebbe essere necessario un via libera assembleare.
- Decoro architettonico: anche in assenza di norme specifiche nel regolamento, la Cassazione (sez. II, n. 1718/2016) ha stabilito che ogni condomino può agire in giudizio per chiedere la rimozione di manufatti che alterano il decoro architettonico dell'edificio.

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